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Che cosa è l'Archeologia Spaziale ?

( di P. L. Sani)

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L'archeologia spaziale, o archeologia misteriosa, è definibile come la ricerca delle tracce, sotto forma di particolari reperti archeologici, di presunti sbarchi sulla Terra, in epoche remote, di visitatori extraterrestri. Per questo suo rivolgersi al passato, essa può essere considerata parte, o complemento, della clipeologia. Se ne distingue tuttavia nettamente per due aspetti:
per il suo interessarsi esclusivamente al documento di natura archeologica, e per il suo prescindere da ogni rapporto con la fenomenologia ufologica attuale.
Molti dei più noti cultori della materia, infatti, si disinteressano del problema ufo o addirittura, paradossalmente, lo negano.

L'archeologia spaziale comprende due filoni. Il primo, e più noto, è rappresentato da una copiosa letteratura sensazionalistica il cui scopo è prevalentemente, se non esclusivamente, di natura commerciale. Si tratta di libri e articoli scritti da persone che in genere non hanno la benché minima competenza in archeologia, e che si limitano a presentare, solleticando più o meno abilmente nel lettore il gusto del misterioso, notizie raccogliticce e non controllate nel cui contesto si confondono, se e quando ci sono, i pochi dati di fatto potenzialmente significativi. Più propriamente, questa letteratura merita di essere denominata «fantarcheologia».

Il secondo filone, molto meno popolare ma sicuramentee più interessante, è rappresentato da studiosi i quali, al di fuori da ogni facile (e proficuo) sensazionalismo, non escludono che certi reperti che l'archeologia ufficiale non ha potuto o saputo finora inquadrare nello schema storico-preistorico convenzionaie, possano ammettere interpretazioni «rivoluzionarie» rese oggi plausibili dalle più recenti acquisizioni tecnicospaziali.

Reperti del genere sono per esempio le linee incise sulla sabbia del deserto di Nazca (Perù), che solo dall'aereo si rivelano come i contorni di gigantesche figure; il disegno scolpito sulla lastra tombale rinvenuta nel 1952 nell'interno di una piramide a gradini a Palenque (Messico), disegno che suggerisce l'idea di un uomo ai comandi di un veicolo a reazione (è il disegno che compare nella nostra pagina principale); le antiche raffigurazioni degli Oannes, gli «uomini-pesce» che secondo la mitologia babilonese sarebbero stati degli «istruttori divini»; e così via dicendo.

Tuttavia, è bene sottolinearlo, queste interpretazioni «spaziali» restano a livello di pure e semplici ipotesi di lavoro.
Interpretazioni alternative (e più convenzionali) sono non soltanto possibili, ma sicuramente più probabili.

Dice l'astronomo russo Shklovski: «Per quanto ne so, non esiste un solo monumento materiale della cultura passata nel quale si possa avere un reale fondamento per scorgervi un'allusione a esseri pensanti venuti dal cosmo». Il che non significa che l'archeologia spaziale non abbia la sua buona ragion d'essere.
Tutt'altro. «Le ricerche condotte in questa direzione - ammette lo stesso Shklovski insieme con il suo collega americano Sagan - non sono né assurde né antiscientifiche».

L'importante è fare in modo che l'immaginazione e la fantasia non finiscano per prendere il sopravvento sulla ragione.

(Fonte : Il Giornale dei Misteri n. 214)

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