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L'astronauta GORDON COOPER

L'intervista all'astronauta GORDON COOPER da parte del Dott. Michael Hesemann

- Lei crede che siamo soli nell'universo?

- Non posso non credere che vi siano altri nello spazio. Ci sono state tante persone qualificate che hanno visto dei veicoli extraterrestri, in alcuni casi anche degli esseri extraterrestri. Penso che molte storie riportate dai giornali non siano necessariamente vere, ma ci sono tanti casi affidabili di cui, certo, non si può non tenerne conto.

- Mi racconti la sua esperienza avvenuta negli anni cinquanta quando vide gli Ufo.

- Eravamo in Germania e abbiamo visto questi velivoli che parevano volare in formazione, quasi come volano i nostri bombardieri. Stavamo seguendo la sonda meteorologica quando li abbiamo visti a un'altezza elevata e subito tutti nella base militare hanno preso i binocoli per osservarli. Non siamo riusciti ad avvicinarci con i nostri aerei. Erano metallici e a forma doppia lenticolare. Volavano in formazione e andavano da est ad ovest, però non potemmo determinare cosa fossero.

- Lei conosce il film di un atterraggio Ufo nella base di Edwards, ce ne può parlare?

- Stavamo facendo dei lavori per l'area di atterraggio e stavamo filmando tutta l'installazione. All'improvviso corsero a chiamarmi e mi raccontarono che un piccolo Ufo li aveva sorvolati. Successivamente l'oggetto estrasse tre apparati per l'atterraggio e all'improvviso si posò al suolo a 50 yards di distanza. Quando gli uomini si incamminarono per vederlo da vicino l'Ufo si sollevò, tirando dentro i tre apparati, e volò via rapidamente. Da militare dovetti fare il mio dovere. Mi informai su quale dei miei superiori dovevo contattare e, in seguito, mi fu ordinato di inviare il film a Washington. Cosa che naturalmente feci. Da allora non ho più saputo niente del film.

- Quando è successo?

- Nel 1956 o 1957.

- Qual'è la sua opinione personale sugli Ufo?

- Personalmente penso che appartengano ad una civiltà più evoluta e che vengano qui per ragioni che non conosco.

- Lei nel 1978 ha scritto una lettera alle Nazioni Unite, all'ambasciatore di Grenada. Potrebbe farcene una sintesi? In questa lettera lei aveva espresso l'opinione che gli uomini devono imparare a vivere in pace prima di poter avere un contatto interplanetario.

- Sì, è l'impressione che ha ogni astronauta che è stato nello spazio e che ha quando ritorna a casa, e cioè che è una vergogna che l'uomo non riesca a vivere in pace. E forse è la medesima impressione che hanno gli extraterrestri. Per questo loro pensano "perché dovremmo contattarli se non riescono a stare in pace?". Sentivo che c'erano troppi gruppi nel mondo che investigavano questo fenomeno e pensavo che sarebbe stato meglio avere un gruppo centralizzato per queste investigazioni dove portare tutte le informazioni, studiarle, così da poter apprendere che cosa sono gli Ufo e, così facendo, gestire il problema più facilmente a livello internazionale.

- Conosce qualche progetto del governo su questo fenomeno?

- So che la Forza Aerea creò il Progetto Blue Book alcuni anni fa facendo delle investigazioni in questo campo. Non ho partecipato a queste investigazioni e non ero membro del Progetto. Però so che sono state fatte delle investigazioni.

- E a conclusione del Progetto è stato detto che non esisteva niente dietro al fenomeno Ufo. Lei è d'accordo con questa affermazione?

- No, no, non sono affatto d'accordo!

- Perché?

- Penso che molta gente qualificata li abbia visti e perciò non si può dire che non esistano!

- Il Progetto SETI sta inviando segnali su altri pianeti. Pensa che avrà successo?

- Non ho un'opinione su questo. Certo è un Progetto meritevole. Il motivo per cui SETI è stato creato è perché la NASA ha stimato che vi siano oltre centomila potenziali pianeti abitabili nello spazio. Certo è assurdo pensare che Dio abbia creato la vita solo su questo pianeta.

- Come pensa che un contatto interplanetario possa cambiare l'umanità, cambiare le condizioni in cui viviamo? Quali sarebbero le implicazioni per tutti noi?

- Non credo che ci sarebbe un cambio immediato. Certo indicherebbe che sono più avanzati tecnologicamente e sicuramente ci aiuterebbero ad accelerare la nostra crescita tecnologica.

- Per concludere, ci dia un messaggio di speranza per questo programma spaziale e per l'umanità. Può l'umanità realizzarsi a livello cosmico?

- Quando sei nello spazio ti rendi conto che la Terra è un posto molto fragile. Sembra il più bel pianeta tra quelli che abbiamo potuto vedere e noi dovremmo saperlo proteggere. Certo è una vergogna che ci siano guerre quando potrebbe essere un posto pacifico e bello.

- Allora lei pensa che insieme dobbiamo aver cura del nostro fragile pianeta?

- Sì, penso che ne possiamo avere cura se collaboriamo a livello mondiale perché tutte le nazioni devono cooperare. Non si può avere una nazione che contamina a un livello e un'altra nazione che contamina a un altro livello. Dobbiamo autodisciplinarci e avere energia pulita, acqua pulita, un'esistenza più pulita. Abbiamo una parte del mondo che ha tanta acqua e un'altra parte che non ne ha. Possiamo risolvere questi problemi solo se collaboriamo tutti a livello mondiale.

- Grazie.

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