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Il miracolo della neve

( di R. Pinotti)

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Nella storia una rappresentazione visuale di un evento registrato deve essere considerata una sorta di prova collaterale di quest'ultimo, da un punto di vista scientifico. Per esempio, potremmo dire che il famosissimo arazzo di Bayeux costituisce una tipica prova collaterale della battaglia di Hastings. E in ufologia, naturalmente, le prove visuali sono quanto mai importanti. Come abbiamo visto, disponiamo agli atti di molte descrizioni di fenomeni aerei assimilabili agli UFO nelle opere di vari storici.
Ma, sfortunatamente, si tratta solo di descrizioni e nulla più, prive di qualsiasi rappresentazione visuale atta a fornire elementi di prova più convincenti. E un'ideale avvistamento ufologico del passato dovrebbe avere a sostegno, trattandosi di un evento visuale, non solo la tradizione storica, ma anche una rappresentazione di esso per come lo conosciamo con i suoi eventuali effetti.

Forse tutto questo lo possiamo trovare nella pittura di Masolino da Panicale denominata «Il miracolo della neve».
In essa abbiamo la rappresentazione visuale di uno stranissimo evento implicante Papa Liborio (352-366 A.D.).
Secondo tale tradizione storica, in un sogno il Papa ebbe dagli Angeli l'ordine di costruire a Roma una nuova chiesa nel luogo esatto dove una nevicata miracolosa si sarebbe manifestata. Il giorno dopo, una strana sostanza simile a neve cadde dal cielo contro qualsiasi previsione meteorologica, in una calda giornata d'agosto. Il fenomeno fu limitato alla sola zona di Roma in cui venne poi edificata la basilica di S. Maria Maggiore.

Nella rappresentazione di Masolino vediamo il Romano Pontefice che indica il perimetro della futura basilica nella zona imbiancata dalla miracolosa nevicata, che sta ancora cadendo dalle nuvole.
Cristo e la Vergine osservano tutta la scena dall'alto dei cieli, naturalmente.

Quale fu la causa di questa nevicata «impossibile»? Masolino da Panicale, nella sua pittura, rappresenta una scena dettagliata dell'evento, con la neve che cade da una «nuvola» grossa e allungata, grigiastra e a forma di sigaro, sotto la quale sono visibili delle nuvole più piccole. Un'attenta osservazione di queste ultime, peraltro, mostra che non sembrano nubi normali. Esse sono infatti tutte chiaramente delineate nei loro contorni e tutt'altro che vaporose, e sono poi rappresentate a due a due e in maniera identica con illuminata solo la parte superiore, con la maggior parte dei «dischi diurni» muniti di cupola.

L'evento si verificò in agosto, per cui le ragnatele dovrebbero venire escluse quale possibile spiegazione di questo fenomeno. In effetti, Allan Hendry sottolinea nel suo «Guida all'ufologia» che le ragnatele dei ragni migratori sono solite apparire specialmente nel corso del mese di ottobre. AI contrario, se compariamo le strane nuvole della pittura di Masolino con la fotografia di un «disco diurno», diffusa dalla stampa, che sarebbe stata scattata su Siena mentre la «bambagia» o «Angel's hair» cadeva su questa città nel 1954, dobbiamo ammettere che una somiglianza così notevole sembra lungi dall'essere casuale.

Si potrebbe altresì suggerire un'altra comparazione evidente con le tre ben note fotografie di un tipico «disco diurno» procedente fra le nubi su Namur (Belgio) il 5 giugno 1955, scattate da un postino belga.

Può tutto questo ridursi ad una semplice coincidenza? La dettagliata pittura di Masolino da Panicale rappresenta un «segno del Cielo», come dice la tradizione cattolica, o invece il fenomeno associato agli UFO oggi noto come «Angel's hair» o «bambagia»?
Comunque, in definitiva, questa pittura del XV secolo potrebbe essere stata ispirata da una esperienza personale del suo autore e non solo da una dettagliata tradizione. Questo, naturalmente, non Io sapremo mai. Ma sappiamo che fenomeni aerei del genere furono segnalati in Italia anche durante il XV secolo. Citiamo ad esempio Leone Cobelli, uno storico italiano di Forlì:

«Eodem millesimo (1487 A.D. ) puro di giugno, di nocte tempo apparve una trave de fuoco, venne dal Monte de Pogiolo a Forlivio in fina a li mura de la Rocca de Ravaldino. Fo poi probicato la matina venente. Poi ancora del bel di apparve un'altra trave de fuoco venire del Monte de Puzolo in fino sopra la piacia: e questo fo palese a tucto el populo forlovesi. . . ».
E ancora :

«... Eodem millesimo (1487), d'augusto. Apparve una matina dui hore inance di una stella granda la quale venia de verso la montagna (Appennini) e andava verso Ravenna, certo purea una pavagliotta (farfalla) che volasse per l'aria. Io la vide... come li altri. Certo parea come una rota da carro, e durò circa un bon miserere. Alcuni dicono che più di meza bora prima l'avevano veduta a la montagna... ».

Si consideri tutto ciò o no dei «segni celesti» come egli scrisse, questo è il resoconto delle testimonianze oculari di Leone Cobelli quali vengono riportate nelle sue «Cronache Forlivesi». Tale descrizione così dettagliata di un oggetto volante luminoso simile ad una stella che si avvicina al suolo evoluendo sulla città di Forlì e le alture vicine per più di mezz'ora non implica solo delle segnalazioni multiple nella stessa zona.

L'oggetto osservato viene anche descritto come un corpo a forma di disco, apparentemente rotante («come una rota da carro») ed evolvente in maniera erratica («parea una pavagliotta»). Inoltre, due «travi de fuoco» o oggetti luminosi cilindrici erano stati precedentemente segnalati di notte come di giorno.
Certo le accurate parole di Cobelli, testimone oculare, non si adattano a nessun fenomeno noto o anomalo con la sola eccezione del fenomeno UFO e non differiscono da quanto possiamo leggere nei rapporti ufologici odierni.

(Fonte : Il Giornale dei Misteri n. 214)

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E' disponibile l'immagine riproducente il dipinto di Masolino da Panicale denominato Il miracolo della neve - 35Kb - masolino.jpg e la foto di una testimone che mostra dei filamenti della misteriosa bambagia caduta a Siena nel 1954 - 38Kb - bambagia.jpg

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